La "Lady di ferro" negli Stati Uniti

Daniele Demarco (October 26, 2011)
Il Presidente di Confindustria è a New York per ritirare il GEI Award. Il premio viene conferito in un momento molto significativo per l'economia italiana. Subito dopo Emma Marcegaglia andrà a Washington per ricevere un altro tributo nel corso del gala della National Italian American Foundation’s (NIAF).

Emma Marcegaglia, presidente della Confederazione che rappresenta gli interessi di tutti gli imprenditori italiani (Confindustria), riceve il GEI AWARD, il premio conferito a personalità che si siano distinte per l'impegno speso nel campo delle relazioni bilaterali Italia-Usa. La premiazione cade in un contesto molto particolare: la sfavorevole congiuntura economica che attanaglia l’Italia e la recente polemica tra Confindustria e l’Amministratore Delegato della Fiat Sergio Marchionne. L'annuncio dell’uscita del marchio automobilistico di Torino dall’Associazione di Viale dell’Astronomia, ha generato grandi aspettative riguardo al discorso che la Marcegaglia rilascerà in occasione della premiazione. L’imprenditrice riceverà anche un importante tributo dalla National Italian American Foundation’s (NIAF) nel corso del gala annuale in Washington, D.C.

Nata a Mantova nel 1965, Emma Marcegaglia è stata la prima imprenditrice italiana a conquistare la leadership di Confindustria. La sua designazione, deliberata il 13 marzo del 2008 con la quasi unanimità dalla platea elettorale, è stata da molti salutata, in Italia, come l’avvento di rivoluzione industriale al femminile. Il nome dell’imprenditrice mantovana è inoltre legato ad un primato. In più di cento anni di vita dell’Associazione di Viale dell’Astronomia, fondata nel 1910, si era raramente assistito a una acclamazione così plebiscitaria: 99% dei consensi, 126 preferenze su 132 totali e una sola scheda nulla.

Non sarebbe sbagliato definire Emma Marcegaglia una una lady di ferro, come ha fatto, in passato, il magazine francese Madame Figaro. Dopo la laurea in Economica Aziendale e il Master in Business Administration presso la New York University, l’attuale portabandiera dell’imprenditoria italiana ha, infatti, iniziato la sua carriera  imprenditoriale come Amministratore Delegato della società di famiglia, una delle più importanti aziende italiane dell’acciaio.

Ma, al di là delle eredità familiari, quel soprannome ha davvero qualcosa a che vedere con il carattere dell’imprenditrice mantovana. Nel corso del suo mandato, la signora Marcegaglia, ha, infatti, costantemente ribadito l’urgenza di riforme per l’Italia, anche a rischio di affrontare una dura polemica con l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. "Serve una forte riforma delle pensioni  che liberi risorse da usare per ridurre il cuneo fiscale”, ha più volte ribadito la presidentessa. “Servono  - ha aggiunto - privatizzazioni e liberalizzazioni, oltre a una riforma fiscale seria, che abbassi le tasse ai lavoratori e alle imprese e che le alzi su tutto il resto". Il leader di Viale dell’Astronomia non ha risparmiato critiche anche dure all’operato del Governo, accusato di debolezza e scarsa incisività sul piano delle riforme. "Confindustria - ha tuonato la presidentessa nel corso di una conferenza stampa dello scorso settembre - non tollera più una situazione di stallo, dove non si fanno le riforme necessarie e si aspetta per non andare incontro a crisi di governo o al cambiamento di equilibri politici. Stiamo rischiando di buttare via gli sforzi fatti per decenni".

A causa dei suoi toni fermi, la signora Marcegaglia ha guadagnato molte simpatie, ma anche qualche inimicizia tra cui quella di Sergio Marchionne, Amministratore Delegato del gruppo Fiat. Negli ultimi mesi i due sono stati protagonisti di un aspro dibattito. Al centro della discussione, fra le altre cose, l’approvazione, da parte del Parlamento italiano, dell’articolo 8 della manovra finanziaria che introduce strumenti di flessibilità nel mercato del lavoro. La Fiat, ha dichiarato Marchionne, ha da subito espresso grande apprezzamento per questo provvedimento che avrebbe “risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro paese, ma, con la firma dell'accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l'applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull`efficacia dell'articolo 8”. Da qui la decisione della Fiat abbandonare la Confindustria. Sulle prime, pur esprimendo rammarico, la Marcegaglia ha dichiarato di rispettare la decisione perchè “Confindustria è una libera associazione di imprese”. C’è, però, chi sostiene che, con la fuoriuscita della Fiat, l’attuale presidentessa si troverà più sola all’interno dell’Associazione da lei guidata

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